Uscita didattica al carcere di Bollate

Le nostre classi quinte di Liguria e Pisa si sono recati al carcere di Bollate nell’ambito del progetto legalità ideato dalla prof Ssa Zaira Cicoria, coadiuvata dalla prof.ssa Emilia Granitto.
Padiglioni enormi di cemento, il cui grigio è interrotto da colori sgargianti che circondano le finestre rettangolari. Quasi a ricordare che qui si espia una pena, ma si può sempre trovare un senso, un colore, un significato, anche a questa esistenza ristretta.
Qui ci arriva se te lo meriti, perché Bollate è diverso da tutte le altre carceri italiani, con celle sempre aperte, molti laboratori, molte opportunità di lavoro all’interno della struttura: un percorso fatto apposta per preparare i detenuti che – prima o poi- usciranno. Anche chi ha l’ergastolo, a determinate condizioni, e dopo un certo numero di anni, può uscire o ottenere permessi premio.
Ma qui si intravede comunque la sofferenza che non è legata a una diagnosi, a una malattia, ma a una scelta, o una serie di scelte, sbagliate, gravi, gravissime….che hanno provocato a loro volta sofferenze. Qui la sofferenza è un buco nero, di cui non capisci l’inizio e la fine. E annienta tutti: chi l’ha provocata, chi l’ha subita, chi è qui per lavorare, contenere, educare, reinserire. Aiutare. La sofferenza qui non risparmia nessuno.
Ringrazio gli studenti per essere stati impeccabili.
Prof.ssa Zaira Cicoria